Internet, Media ed Informazione

Internet, Media ed Informazione

INTERNET, MEDIA ED INFORMAZIONE

Obiettivi

  • CANCELLARE IL DIGITAL DIVIDE

  • COMBATTERE LE FAKE NEWS

  • RAI E TV - CREARE UN CODICE COMPORTAMENTALE

  • UNA VERA E PROFONDA RIFORMA DELLA RAI

  • SERVE ANCHE TRASFORMARE I TG RAI

  • CREARE PROGRAMMI TELEVISIVI DI UTILITA' NAZIONALE

  • INSEGNARE A TUTTI L'INGLESE ALLA TV COME SI FACEVA UNA VOLTA CON L'ITALIANO

Programma

INDICE - Clicca e ti porta subito al capitolo

CANCELLARE IL DIGITAL DIVIDE

CANCELLARE IL DIGITAL DIVIDE

Quello del divario digitale è un grossissimo problema storico dell’Italia. Un problema che tutti conosciamo, un problema che blocca o rallenta lo sviluppo economico, la circolazione di idee e la possibilità di sfruttare il veloce e pratico web (da cellulare o computer) per poter richiedere o usufruire di servizi pubblici.

Per fortuna, nel mentre che stiamo scrivendo questo programma (metà 2020) le cose stanno miracolosamente cambiando, e a dare una spinta innovatrice è stata anche l’Europa grazie al suo piano di RECOVERY FUND dove all’Italia vanno quasi 200 miliardi di euro e che sarà obbligata (controllata dall’Europa) a spenderli per innovazione tecnologica, ambiente, e simili.

Grazie alla neonata partecipazione di aziende (tra cui Cassa Depositi e Prestiti) nella nuova azienda OPEN FIBER, in pochi anni l’Italia (anche i Paesini più dispersi) sarà raggiunta dalla Fibra Ottica.

Anche con il 5G l’Italia sta mettendo in piedi una rete mobile di ultima generazione.

Quindi siccome questi progetti nella pratica sono partiti e stanno arrivando miliardi di Euro per queste cose dall’Europa, forse, per quando saremo noi di Riforma e Progresso al Governo, saranno già completati i fase di completamento.

Se così non fosse, o se il progetto lasciasse ancora ampie aree del Paese scoperto dall’internet veloce (es. Paesi montani ecc.) sarà nostra cura ed urgenza creare nuove basi e nuova energia progettuale per completare per intero questa opera.

Per noi l’accesso ad internet, la possibilità di avere un internet veloce, stabile e che copra l’intera popolazione nazionale, è un SACROSANTO DIRITTO. Per noi dovrebbe essere un fondamento, un diritto costituzionale, una cosa ovvia come l’aria che respiriamo.

Quindi, siccome siamo realisti, usiamo il raziocinio e il buon senso, e non ci piace criticare a vanvera, diciamo che quello che sta accadendo in questo momento (grazie a progetti come OPEN FIBER e i finanziamenti europei) sono un’ottima notizia e un’ottima opportunità che speriamo non venga sprecata e che possa procedere speditamente nel migliore dei modi.

Sarebbe una delusione vedere che fra un tot di anni, magari quando riusciamo ad arrivare noi al Governo, si scoprisse che questo progetto è stato gestito male e non ancora completato, quindi in tal caso, saremo noi a portarlo avanti con innovata volontà ed energia, perché per noi è fondamentale che l’Italia tutta venga coperta da internet veloce quanto prima.

Anche perché molte delle nostre politiche di riforma della pubblica amministrazione, della burocrazia, dell’erogazione di servizi pubblici al cittadino, vogliamo siano fatte tramite ONLINE, APP, SITI WEB, il tutto gestito da una rete sicura, affidabile, su vasta scala, con database e server degni di questo nome.

 

COMBATTERE LE FAKE NEWS

COMBATTERE LE FAKE NEWS

Noi crediamo veramente e supportiamo con tutte le nostre forze le libertà di PAROLA, di ESPRESSIONE e di STAMPA. Sono sacrosanti diritti fondamentali di una qualunque democrazia repubblicana libera e liberale.

Ognuno deve avere il diritto di dire ciò che pensa senza limiti e deve perfino essere difeso contro la mafia o contro interessi personali di alcuni poteri forti, o perfino dei partiti affinché possa dire e scrivere ciò che vuole.

Tuttavia, tale diritto non deve stridere con i diritti personali e fondamentali delle altre persone, in modo da NON INVENTARE NOTIZIE FALSE che poi screditano o rovinano la reputazione di qualcuno, ingiustamente, senza citare fonti, senza provare scientificamente ciò che dice, senza portare delle prove.

Troppo spesso molte persone, sia sui giornali che nei social media, offendono altre persone oppure danno notizie al pubblico che poi risultano false o che risultano palesemente false fin da subito, prive di fondamento, di prove, di citazioni, di note a supporto di quanto si dice. Spesso sparano sentenze ancor prima che le vere sentenze giudiziarie arrivino.

Già oggi ovviamente esiste il reato di calunnia, ecc. però noi vorremmo sensibilizzare di più i cittadini in modo che, se proprio devono parlare in pubblico di fatti specifici che riguardano persone, cose, aziende, o argomenti sensibili al pubblico, lo facciano con cognizione di causa e portando prove, fatti, e non solo opinioni personali, se si tratta di “rovinare, infangare una persona, o un’associazione, o un’impresa o chiunque”.

Quindi, se un giornale, una rivista, ma anche una persona che scrive su Facebook o un altro social media, scrivono pubblicamente, o pubblicizzano notizie false su cose e persone, se scrivono sentenze personali su accadimenti giudiziari, ecc. le persone fisiche o giuridiche coinvolte che cioè son state prese di mira da tale articolo, news, post, hanno il diritto ovviamente di difendersi in tribunale, querelare ecc. MA per PER DI PIU’ qualora arrivassero a processo ed avessero ragione loro e dimostrassero di essere innocenti (con sentenza da parte di un giudice) o, in altri casi d’esempio, se riescono ad avere le prove pratiche, tecniche, scientifiche dell’oggetto del contendere che le riguarda, possono, tramite il giudice, OBBLIGARE il giornale, la rivista, la persona che ha scritto l’articolo, il post, ecc. A RIABILITARE LA PERSONA e CORREGGERE LA NOTIZIA mettendola in prima pagina per un tot di giorni e chiedendo pubblicamente scusa, oppure cancellando il post e scrivere un nuovo post dove l’utente si scusa pubblicamente per quanto ha scritto e riporta i dati oggettivi o la sentenza di innocenza della persona che aveva infangato. 

Oltre ad essere obbligato a chiedere scusa e pubblicare per più volte la notizia di ERRATA CORRIGE, sarà tenuto a pagare una multa (che deciderà il giudice), come già avviene adesso in caso di calunnia ad esempio.

Stessa cosa, se qualcuno pubblica notizie false e pretestuose e di parte su questioni morali, scientifiche, mediche, ecc., ma senza averne le prove, senza nemmeno aver un minimo di supporto di qualunque tipologia si voglia, senza nemmeno riportare link a siti dove spiegano (con le loro teorie) sul perché e sul quanto si sta dicendo, qualunque altro cittadino potrà far presente e segnalare alle autorità tale accadimento (verrà creata una sezione apposita online della polizia postale), affinché partano delle indagini e se effettivamente quella persona che ha scritto il post, l’articolo di giornale, ecc. ha dato una notizia sensibile ma senza basi, senza prove, senza dimostrarla ecc, VERRA’ OBBLIGATA A RETTIFICARE, CANCELLARE IL POST, O SCRIVERE UN NUOVO ARTICOLO dove, o riscrive le stesse cose ma riportando le fonti ecc., oppure dovrà CHIEDERE SCUSA ED AMMETTERE DI AVER SCRITTO UNA FALSITA’, UNA STUPIDAGGINE e RIPORTARE INVECE LE NOTIZIE CORRETTE

Quindi, NON VOGLIAMO MANDARE IN GALERA NESSUNO PER LE FALSITA’ CHE DICE.

Vogliamo però iniziare a far RESPONSABILIZZARE LA GENTE affinché NON METTA IN GIRO NOTIZIE FALSE, PRETESTUOSE, CALUNNIOSE, SENZA PROVARLE, SENZA SUPPORTARLE DA DATI, DA PROVE, DA SENTENZE GIUDIZIARIE, qualunque esse siano. Questa disciplina si applicherà soltanto su notizie che prendono di mira la vita, la morale, la sicurezza di un persona, la sua integrità fisica e psichica, ma anche quella di un gruppo di persone (es. azienda, o associazioni), in modo da creare congetture e “odio sociale” contro di loro. Ma anche notizie di valore pubblico che possono infierire sui rapporti sociali e che sono di importanza sociale (sulla salute e sicurezza della comunità)

Ad esempio, citando un esempio a caso, oggi giorno vanno di moda le teorie complottiste che dicono che “la terra è piatta” o che “i vaccini fanno male e non bisognerebbe vaccinarsi”. Queste persone, possono tranquillamente scrivere, fare post, pubblicare libri, articoli ecc. su queste insensate opinioni, purché però portino prove a loro favore! Ovvio se le prove che portano sono solo una teoria dimostrata di uno scienziato (l’unico magari a supportare una cosa del genere) va bene comunque, hanno diritto di dirlo, purché si basino su notizie, calcoli prove che qualcuno riporta.

Altro esempio, se uno scrive un post dove dice che è successo un avvenimento o è morta una persona, ma non è vero, e quella persona chiamata in causa, o anche un qualunque altro utente/lettore, segnala online e fa presente che quella persona è viva e vegeta, o che quella cosa in quel luogo in quella data non è accaduta per niente, portando fatti, prove, foto o altro come prova, la persona “colpevole” di fake news, sarà obbligata a scusarsi pubblicamente, e scrivere un articolo/post dove si scusa e descrive la verità.

Altro esempio su notizie che inficiano sull’intera comunità:

“se dici che vaccinarsi fa male e non bisogna farlo e non supporti nemmeno con un minimo di informazioni di base mediche, scientifiche, test, quello che stai dicendo, ma scrivi soltanto la frase così com’è come post su Facebook e basta, senza dire che è una tua semplice personale opinione e che non sei in grado di dimostrarla” rischi di creare problemi sociali e creare una notizia che non è ancora dimostrata, che probabilmente è sbagliata o che va spiegata facendo dei distinguo, e rischi invece, così facendo, di far cadere molta gente ignorante nella tua trappola, trasformandola in “no vax” solo perché hai scritto un post pretenzioso su Facebook privo di fondamento, e solo per opinione tua personale, facendo in tal modo rischiare la vita o la salute delle persone o degli altri membri della comunità perché qualcuno deciderà di non vaccinarsi. Poi ovvio, una volta che si segnala una fake news, sarà la polizia a valutare se è fondata o no, se è una semplice opinione innocua, per quanto assurda sia, se non prende di mira nessuno né mette a rischio la salute e l’integrità del popolo italiano, non succederà nulla. Anche in molti social network come Facebook, Youtube ad esempio, puoi segnalare notizie o video falsi o pericolosi o contro la sicurezza della comunità, e le aziende Facebook o Google possono decidere insindacabilmente di togliere tale notizia dai loro siti.

Speriamo di avervi spiegato cosa intendiamo, poi come metterlo in pratica nel dettaglio, si vedrà una volta al Governo, dopo dibattiti parlamentari, e avremo bisogno di supporto tecnico-scientifico e giuridico, per metterlo in piedi. Però è una soluzione che proponiamo per cercare di contribuire, anche se nel piccolo, a bloccare le fake news.

RAI E TV - CODICE COMPORTAMENTALE

RAI E TV – CODICE COMPORTAMENTALE

Serve fare per la RAI e per tutti i canali privati in Italia, come ha fatto la BBC, che nel 2014 si è dotata di un CODICE DI COMPORTAMENTO per evitare che le opinioni personali campate per aria, su questioni di scienza, tecnica e medicina, trovino spazio tra i programmi o addirittura siano presentate come equivalenti e con il stesso peso ed importanza rispetto alle notizie fondate invece su dati, fatti, prove.

Nel Giugno 2016 la stessa BBC ha addirittura comunicato di aver attivato meccanismi e corsi per 200 suoi manager affinché non diano credito alle visioni marginali e strampalate quindi non fondate su prove certe, nelle loro trasmissioni. Tutte le trasmissioni, i dibattiti pubblici, i TG non devono essere di parte e supportare soltanto notizie “non comprovate”, anzi, non lo possono fare se prima non hanno dati, fonti, prove, statistiche, foto, video e qualunque altri supporto a favore dell’argomento scientifico, medico, tecnico, che stanno affrontando nel programma.

UNA VERA E PROFONDA RIFORMA DELLA RAI

UNA VERA E PROFONDA RIFORMA DELLA RAI

Sono anni che se ne parla ma mai nessuno ha riformato in meglio la RAI. La TV pubblica deve essere rimessa al passo con i tempi, deve diventare di qualità, creare un intrattenimento di qualità, molto più serio, più di qualità, meno di parte, e deve dare ai cittadini quello che vogliono loro (siamo noi cittadini a pagare il canone). Serve creare nuovi programmi, documentari, reportage che siano poi vendibili anche ad altre emittenti del mondo, serve crearne di più e venderne di più all’estero e comprarne invece di meno dall’estero (questo creerebbe più ricchezza e guadagno a questo sistema tra l’altro).

Come scrive Duilio Giammaria in un articolo di civicolab.it – Serve copiare il modello inglese dalla BBC – UNA NUOVA RAI MODELLO BBC: QUALITÀ E SERVIZIO PUBBLICO

Quando si parla di televisione, un pò come avviene nel calcio, tutti si sentono giustamente autorizzati a esprimere giudizi e pareri. Fa parte del gioco. Il dibattito si fa più complesso quando si cerca di definire cosa debba fare una televisione finanziata con danaro pubblico. Bisogna però riconoscere alla televisione la dignità di un’analisi specifica proprio per quella “eccezione culturale” che è ormai unanimemente riconosciuta per le imprese culturali. Ma il dibattito si può trasformare in un micidiale impasto in cui servizio pubblico, mercato, tecnologia, scenari futuri, tutti argomenti messi senza gerarchia sullo stesso piano, lo rendono indecifrabile persino agli addetti ai lavori.

Negli ultimi 10 anni abbiamo ascoltato e discusso con i “top manager” della BBC in varie occasioni da Caroline Thompson a Mark Thompson. Erano gli anni in cui la BBC si preparava alla stipula della nuova Royal Charter, il contratto di servizio. La complessità dello sforzo messo in atto dalla BBC per interpellare l’opinione pubblica inglese suonava in quegli anni quasi come fantascienza in Italia.

A distanza di anni, il senso delle parole con cui la BBC ha lavorato alla sua autoriforma: “qualità, valore sociale, concorrenza creativa, diritto di cittadinanza, servizio pubblico universale”, si è dimostrata un formidabile atout e ha di fatto spinto il polo multimediale pubblico britannico verso l’eccellenza. Oggi il sito della BBC è uno dei più visti nel mondo. I suoi programmi prodotti per il mercato interno arricchiscono i palinsesti di mezzo mondo, compreso il nostro. Acclamati programmi come Superquark non potrebbero esistere senza gli acquisti fatti alla BBC. La Rai ha persino acquistato due documentari di Caravaggio.

Questo per dire che la difficile prova di ridefinire la propria identità, anche in una situazione di contrazione di mercato, può essere uno stimolo importante a ritrovare le ragioni della propria esistenza.

Ai cittadini di sua maestà, furono poste domande del tipo: “Quali sono i programmi che considerate più importanti? Come pensate dovremmo gestire l’evoluzione tecnologica e quella culturale? Che valore attribuite ai vari servizi che vi offriamo? Furono inventate nuove forme di contabilità e trasparenza affinché i soldi dei cittadini (fee payers) fossero spesi con efficienza e perseguendo gli obbiettivi del bene collettivo.

L’interessante lettura, della Royal Charter è altamente consigliata a chiunque oggi pensi al nuovo contratto di servizio e di concessione: non si parla di reality ma di factual documentary; non si parla di consumo televisivo ma di diritto di cittadinanza. Non si parla di format importati dall’estero ma di produrre contenuti di elevata qualità disponibili universalmente a tutti i cittadini sulla multipiattaforma digitale. La BBC ha risposto con determinazione alla necessità di produrre e distribuire programmi di qualità. E per definire cosa sia la tv di qualità, la BBC si rivolse ad uno studio di mercato che arrivò a dettare una precisa definizione:

“la tv di qualità è fatta di idee innovative, con programmi che fanno riflettere, con alti standard di gusto e decenza e con un’elevata percentuale di programmi originali” .

Un altro punto forte del ragionamento della BBC su come massimizzare il valore dei suoi programmi scaturisce dal sofisticato ragionamento che i suoi programmi devono servire gli interessi generali del paese. Ad esempio, oltre a una quota di programmi commissionati alla produzione indipendente, la BBC ha istituito un’altra quota del 25% nella quale produttori interni e quelli esterni concorrono direttamente per realizzare i migliori progetti. Per dimostrare quanto prenda sul serio il suo compito di servizio pubblico universale la BBC rivela il costo medio delle sue produzioni: un’ora di fiction su BBC 1 costa 780.000 euro. Un’ora di documentari specialistici (per intenderci quelle meravigliose produzioni come “I dinosauri”, “Il cervello umano”) costano oltre 500.000 euro l’ora, con una resa economica molto elevata perché vengono esportati in tutto il mondo.

Lo sforzo di riforma culminò con lo scioglimento del Board of Governors (una sorta di CdA) a cui il si imputava il conflitto di interessi perché gestiva e controllava allo stesso tempo. Nacque l’attuale Trust indipendente dal management per misurare ogni anno i risultati ottenuti.“It’s not rocket science”: un modo anglosassone di dire che definire gli scopi della televisione di servizio pubblico non è particolarmente difficile. Ovviamente non è tutto oro quel che luccica e anche il “rocket” della BBC ha avuto i suoi momenti difficili, ma nel complesso il modello del public broadcast inglese si è affermato creando un nuovo standard di qualità e di servizio al pubblico. Ogni sistema ha ovviamente propri equilibri e proprie regole, ma è altrettanto vero che anche per la nuova RAI, l’esperienza inglese può suggerire importanti suggerimenti da seguire.

Nel far ciò istituiremo una commissione di riforma della RAI, che creerà uno studio di ricerca e fattibilità, copiando altri sistemi stranieri, in modo da cambiare l’assetto organizzativo dell’attuale RAI.

Quello dei TG è un punto fondamentale perché la televisione resta la principale – quando non l’unica per certe fasce di età avanzata – fonte d’informazione per la maggioranza dei cittadini italiani. Se confrontassimo la qualità dell’informazione trasmessa dai tg Rai con quella della BBC o di altri emittenti pubbliche straniere, vedremmo subito che è un confronto insostenibile. Dato che i tg Rai non sono prodotti per tutelare gli interessi dei cittadini dobbiamo concludere che gli italiani vengono defraudati di un bene prezioso.

Come dice anche Wolfgang Achtner giornalista televisivo con oltre vent’anni di esperienza con alcune delle principali testate giornalistiche televisive mondiali tra cui l’ABC News, la CNN e la Press TV, esiste un nesso strettissimo tra la democrazia e una buona informazione: la prima non può esistere senza la seconda. E’ indubbio che l’attuale situazione politica italiana dipende anche, in larga misura, dal fatto che, in questo Paese, ai cittadini è mancata una buona informazione, in particolar modo quella televisiva.

Rispetto ai TG di fama mondiale, quelli italiani sono qualitativamente molto inferiori. Inoltre, i Tg italiani molto spesso, invece di informare, trasmettono propaganda politica, fatti di cronaca e “ordinaria amministrazione”, ripetendo all’infinito sempre le solite notizie spesso superficiali (e al giorno d’oggi, tranquillamente ricavabili anche online in qualunque sito di informazione).

Quindi in un ottica di rinnovamento totale del servizio di qualità dei programmi RAI verrà inserito anche un piano di rinnovamento dei TG che verranno totalmente stravolti e seguiranno le logiche dei TG internazionali. Serve più informazione, reportage e notizie che cerchino il “perché” delle cose che raccontano, che valutino i fatti sotto tutti i punti di vista. Serve parlare anche delle cose che funzionano, far vedere l’eccellenza italiana, i cambiamenti sociali migliorativi, serve più ottimismo ma anche più realtà, serve più confronto con i cittadini, serve più interattività con il popolo e con il tessuto economico e produttivo italiano. Meno cronaca ma più notizie utili, che facciano ragionare e pensare i telespettatori.

TRASFORMARE ANCHE RAINEWS24

TRASFORMARE ANCHE RAINEWS24

Tutte le più grandi ed importanti Nazioni del Mondo hanno anche una propria versione di TG Nazionale fatta apposta per l’estero. Trattano notizie importanti, con modernità, flessibilità, reportage ed inchieste particolari, interviste speciali a persone di vario spicco o importanza sociale. Oltre a ciò fatto anche speciali dove danno notizie sul loro Paese per meglio pubblicizzarlo all’estero, e non danno notizie di cronaca o politica nazionale (che all’estero non gliene importa nulla). E fanno tutto questo spesso in 2 lingue, la versione in lingua inglese e la versione in lingua nazionale.

Basti pensare ad esempio a BBC WORLD NEWS, FRANCE 24, RT, EURONEWS, I24, e tanti altri.

Dobbiamo avere anche noi il nostro TG INTERNAZIONALE che parli in inglese, che mostri il meglio dell’Italia (cultura, economia, e notizie costruttive nazionali) ma al tempo stesso che tratti anche e maggiormente, notizie internazionali, di attualità del mondo. Ci sarà poi una sua identica versione ma in italiano, in modo che chi nel mondo vuole imparare o ascoltare l’italiano, possa farlo con il nostro canale internazionale (che sarà visto in tutto il mondo, e che sarà anche in formato digitale gratuito per tutti).

PROGRAMMI DI UTILITA' NAZIONALE - INSEGNARE L'INGLESE A TUTTI PER TV

PROGRAMMI DI UTILITA’ NAZIONALE – INSEGNARE L’INGLESE A TUTTI PER TV

Oltre a tutto ciò, vorremmo anche far creare alla RAI due format di istruzione e cultura:

Il primo sarà un programma in onda tutte le sere su RAI 1 dove in maniera moderna ed efficace, passo passo, verrà insegnato seriamente l’inglese. Tutti i telespettatori potranno liberamente guardare il programma ogni sera (per es. mezzoretta di programma), per imparare l’inglese. Come si è fatto negli anni ’60 per insegnare l’italiano agli italiani nel dopoguerra (con l’insegnate presentatore Alberto Manzi e il Programma Rai “Non è mai troppo tardi”). Parafrasando il titolo dell’epoca, questo programma per apprendere l’inglese si chiamerà It’s never too late“.

Le repliche saranno visibili in un’apposita sezione del sito RAI online dove verranno inseriti anche esercizi pratici della lingua inglese, che i telespettatori potranno fare se e quando vogliono come esercizio e “compiti per casa”.

Il secondo programma sarà un documentario di varie puntate (tante puntate) dove verrà spiegata l’intera Storia d’Italia, dalla Preistoria ai giorni nostri. Si tratterà sulla cultura, la società, la vita di ogni epoca, e si analizzeranno tutti gli stili di vita, le mode, i modi di vivere, gli accadimenti, gli eventi, quasi “anno per anno” di oltre 4000 anni di storia dello stivale. Il tutto verrà fatto con ricostruzioni grafiche, visite a zone archeologiche, città, ci saranno ricostruzioni storiche, filmati “con attori in costume d’epoca”, ci saranno collaborazioni con storici italiani famosi, archeologi, storici dell’arte ecc. e verrà fatto in stile “Alberto Angela”, anzi, se possibile, utilizzando lui come narratore presentatore. Servirà per raccontare a noi Italiani come mai siamo così, perché viviamo così, e cosa ha portato a far esistere la “gente italiana”.

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