Pensioni ed Anziani

Pensioni ed Anziani

PENSIONI ED ANZIANI

Obiettivi

  • GLI ANZIANI - UNA RISORSA PER LE FUTURE GENERAZIONI

  • INCENTIVARE LA SALUTE E IL BENESSERE DEGLI ANZIANI

  • CREARE I "VILLAGGI DEGLI ANZIANI"

  • IL VOLONTARIATO DEGLI ANZIANI E NONNI SITTER

  • LE PENSIONI DI OGGI POSSONO AIUTARE QUELLE DI DOMANI

Programma

INDICE - Clicca e ti porta subito al capitolo

GLI ANZIANI - UNA RISORSA PER LE FUTURE GENERAZIONI

GLI ANZIANI – UNA RISORSA PER LE FUTURE GENERAZIONI

Noi di Riforma e Progresso pensiamo che gli anziani siano una risorsa per la comunità. Sono persone degne di rispetto e devono venire aiutate e sostenute, e non venire dimenticate e parcheggiate da qualche parte.

I pensionati e gli anziani di oggi sono i nostri genitori, nostri nonni, hanno contribuito a ricostruire l’Italia dalla guerra, a far crescere il buon nome dell’Italia nel mondo e a creare una società ricca ed avanzata come la nostra. Hanno perciò bisogno di tutto il nostro rispetto e supporto.

Al tempo stesso noi nuove generazioni dovremmo imparare qualcosa da loro, grazie alla loro esperienza, alla loro saggezza, in modo da migliorarci e non dimenticare le nostre origini, le nostre tradizioni, i legami con la nostra famiglia e la nostra terra.

Noi siamo gente che guarda al futuro, che cerca progresso e sviluppo, ma lo vogliamo fare sempre con un occhio di rispetto verso il passato, perché se oggi siamo quello che siamo, lo dobbiamo, nel bene e nel male, a quelli che sono venuti prima di noi.

In tal senso, quando saremo al Governo vogliamo creare una sorta di riqualificazione sociale della figura degli anziani e il loro inserimento in progetti di pubblica utilità, ove possibile, in modo che, se vorranno e avranno ancora le forze, potranno rendersi utili alla comunità, ma anche che insegnino qualcosa di buono alle nuove generazioni.

Al tempo stesso, vogliamo invece creare per le persone anziane in difficoltà o che hanno bisogno di meritato riposo e pace, strutture d’ospitalità per anziani e disabili di alta qualità assistenziale, con integrazione dei costi a carico dello Stato. Creazione di una rete assistenziale domiciliare per disabili e anziani, ovvero per persone temporaneamente in difficoltà.

Inizieremo facendo interventi per assicurare benessere e salute agli anziani.

1). Implementeremo la telemedicina e la creazione di equipe di medici e infermieri a domicilio che seguano un determinato numero di pazienti per zona, direttamente andando a casa. La propria casa è il posto migliore dove stare piuttosto che un ospedale, specie se si è malati. Ovviamente nei limiti del possibile, vogliamo che gli anziani siano seguiti presso il proprio domicilio.

2). Implementeremo il SERVIZIO CIVILE e grazie alle nostre politiche di volontariato per i disoccupati, ci saranno molte più persone disponibili ad aiutare gli anziani in casa, a ricevere pasti caldi, medicine, conforto ecc.

3). Negli ambulatori e medici di famiglia verranno garantiti a giorni alterni, giornate dedicate soltanto agli anziani, mentre le altre giornate saranno per lavoratori e giovani, in modo da non intralciarsi l’uno con l’altro.

Dopo qualche esperimento pilota di successo sparso per l’Italia, vogliamo implementare quella che possiamo chiamare VILLAGGIO PER ANZIANI

IL VILLAGGIO DEGLI ANZIANI

IL VILLAGGIO DEGLI ANZIANI

Lo Stato incoraggerà e supporterà i privati, ma anche investirà direttamente tramite project financing con i privati, in modo da creare in tutta Italia più villaggi per gli anziani possibile.

In sostanza sono dei veri e propri villaggi paragonabili a paesini nuovi costruiti dal nulla, oppure ristrutturando vecchi paesini semi abbandonati, se possibile immersi nella natura (ma non troppo lontani dalle città), con tutti i servizi utili agli anziani. Ci saranno case e appartamenti, ristoranti e bar, cinema, palestra, giardini, piscina, piazzette per le feste, una scuola dove poter fare lavoretti e fare artigianato insegnando ai giovani che vorranno assistervi.

Invece della solita casa di riposo, saranno dei “paesini di riposo”, dove gli anziani potranno svagarsi, divertirsi, fare attività fisica, essere seguiti per riabilitazioni o con macchinari in strutture specializzate per loro. Potranno fare lavoretti, artigianato, teatro, ecc. faranno un sacco di cose. Saranno organizzate feste, gite, concorsi e gare.

Agli anziani costerà soltanto la propria pensione.

Sono stati fatti varie sperimentazioni del genere in Europa e si è visto che gli anziani si sentono meglio, vivono meglio, non si sentono inutili, e gli torna spesso la voglia di vivere.

IL VOLONTARIATO DEGLI ANZIANI E NONNI SITTER

IL VOLONTARIATO DEGLI ANZIANI E NONNI SITTER

Entro certi limiti di età, e con persone sane, in forza, e che verranno seguite e visitate con frequenza, sia sullo stato mentale che psicofisico, vogliamo anche noi introdurre in Italia, l’attività creata in Francia delle “NONNE SITTER”.

Con tutte le certificazioni del caso, assicurazioni varie ecc ovviamente, vogliamo dare la possibilità a certi anziani o persone in pensione, creare degli asili domestici a casa propria.

Per meglio dire, ogni persona potrà al massimo gestire 4 bambini, i genitori le pagheranno il disturbo, e la signora, o signore, faranno da “bambinai” per un tot di ore al giorno.

Ovviamente i genitori dei bambini potranno scegliere e valutare di chi fidarsi, ecc.

Può anche essere che la signora vada a fare da “baby sitter” in casa dei genitori. Le soluzioni sono varie. Ma visto che molto spesso in Italia, i nonni fanno già da baby sitter ai propri nipoti visto che i loro figli sono impegnati a lavoro, sarebbe opportuno dare la possibilità ai nonni che vogliono farlo ma che non hanno nipoti, prendersi cura per qualche ora al giorno, di bambini di altri.

Nelle scuole di specializzazione che creeremo, daremo la possibilità anche alle persone in pensione, di venire a insegnare. In quanto ex lavoratori artigiani, falegnami, idraulici ecc. potranno essere utili nel condividere la loro manualità ed esperienza.

LE PENSIONI DI OGGI POSSONO AIUTARE QUELLE DI DOMANI

LE PENSIONI DI OGGI POSSONO AIUTARE QUELLE DI DOMANI

Abbiamo la più alta pensionistica d’Europa: Dai dati INPS e Ministero delle Finanze, in pensioni vere e proprie (previdenza) il DEF 2019 le ammonta a circa 269 MLD (pensioni di anzianità e reversibilità) + 80 MLD per politiche assistenziali (non pensioni, come maternità, disoccupazione, ma anche pensioni di guerra, invalidi civili, ipovedenti, ecc) per un totale di 349 MLD €. Il totale equivale al 62% del bilancio budget totale netto dello Stato. Ben oltre la metà dei soldi pubblici netti vanno via in pensioni e assistenzialismo vario (dalla disoccupazione agli invalidi, ecc.). Le pensioni di anzianità da sole sono quasi la metà del bilancio, circa il 48% per la precisione. La nostra spesa per pensioni è la più alta d’Europa, prendendo la spesa di previdenza, anche staccando la spesa per assistenza.

Quasi metà del bilancio pubblico serve per pagare le pensioni.

Circa 16.5 di pensionati (dati Inps). Ma le pensioni erogate sono 23.5 ogni mese (perché ci sono anche le reversibilità, le invalidità, ecc.).

Tra l’altro il potere d’acquisto dei pensionati (reddito medio) è un po’ più alto rispetto ai lavoratori nel senso che dalla crisi del 2008 siccome le pensioni sono indicizzate all’inflazione sono più costanti in termini reali, mentre il reddito degli altri italiani non pensionati si è contratto per colpa della crisi (rispetto al PIL Pro capite) e si è ridotto dell’11%. Senza contare che molti dei lavoratori guadagnano poco, o fanno part time o sono precari. Quindi in generale la situazione generale reale dei pensionati è attualmente un po’ meglio rispetto a quella degli altri italiani.

Per fortuna grazie alle varie riforme fatte, specialmente quella Fornero, ci permetteranno di diminuire la crescita del costo pensioni sul bilancio pubblico nel lungo periodo. QUINDI LA RIFORMA FORNERO, seppur abbia margini di miglioramento e abbia avuto errori (tipo esodati) e sia stata un duro colpo nell’immediato, è stata una medicina amara che dal punto di vista economico DOVEVA ESSERE FATTA! Ci ha permesso di aver un rallentamento della spesa per pensioni nel lungo periodo lasciandoci qualche margine di respiro nei conti pubblici, solo che se non attiva una crescita economica strutturale e non si migliora l’economia, alla lunga si vanificheranno gli effetti e la spesa ricomincerà a salire, e la quota 100 non ha aiutato!

Va detta anche un’altra cosa: le varie riforme fatte sulle pensioni hanno sempre colpito solo le persone che sarebbero andate in pensioni e non i pensionati che in pensione c’erano già. Quindi a parte il discorso sul blocco parziale dell’indicizzazione, che valeva per tutti, la maggior parte dei pensionati “non son stati toccati” da riforma Fornero e quindi tali persone già in pensione continuano a percepire pensioni generose, più alte rispetto a quanto avevano versato mentre lavoravano e ben più alte di quelle che saranno le pensioni che noi giovani avremo in futuro quando andremo in pensione (sempre se ci andremo)!

La pensione media lorda annuale erogata dall’INPS è di circa 12.000 ma visto che molti dei pensionati prende la reversibilità la media si alza a 15.500. Quindi si tratta del 60% del reddito medio degli italiani lavoratori.

Senza contare che con i 5 Stelle il Governo Conte ha creato la pensione di cittadinanza, alzando le pensioni minime a molti pensionati.

L’85% delle pensioni è al di sotto dei 26.000 €. Le pensioni sono generose perché a conti fatti, se si guardano i contributi messi via dai pensionati (considerando poi che molti, specie donne, non hanno lavorato o hanno lavorato per meno anni per prendere la minima), prendono di più di quello che dovrebbe essere. Tra l’altro poi (ex statali ex politici) prendono tantissimo tanto che per esempio in Germania (che son ricchi e hanno 20 milioni in più di popolazione rispetto a noi) hanno solo 650.000 pensionati a prendere oltre 26.000 l’anno, mentre in Italia sono 2 milioni! Poi che i tedeschi hanno sempre guadagnato più di noi e hanno potuto pagarsi pensioni integrative private per integrare le misere pensioni pubbliche, è un altro paio di maniche.

Senza contare che il sistema una volta oltre ad essere retributivo, si andava in pensione prima (e circa mezzo milione di persone purtroppo sono andate in pensione anche troppo prima, i cosiddetti baby pensionati, per colpa di politici scellerati degli anni 70 ed 80), le pensioni sono più alte in assoluto (e in proporzione più alte rispetto a quelle degli altri paesi UE). Un altro senso di ricchezza degli anziani è che in genere, non hanno più figli da mantenere, e la sanità per loro è spesso totalmente gratis (mentre gli altri italiani devono pagarsi tutto e hanno figli da mantenere). Infatti da uno studio della banca d’Italia è venuto fuori che i pensionati riescono a risparmiare più soldi rispetto agli italiani lavoratori.

Quindi: vogliamo fare una proposta – Ai pensionati che possono e che vorranno aiutare i propri figli e nipoti, gli verrà data la possibilità di versare mensilmente una qualsiasi somma da versare come contributi per i propri figli e nipoti.

Per figli e nipoti in momentaneo stato di disoccupazione, o perché ancora studenti all’università per esempio, oppure anche ai figli e nipoti che lavorano ma precari, con lavoretti che non gli permettono di mettere via abbastanza contributi per una futura pensione dignitosa, come una sorta di pensione integrativa pagata dai nonni.

Ovviamente queste donazioni per pagare contributi a figli e nipoti da parte dei pensionati SARANNO 100% DEDUCIBILI DALLE TASSE.

Ovvio, pochi pensionati potranno, vorranno fare una cosa del genere, ovvero versare parte dei contributi mensili dei propri nipoti o figli, però se qualcuno vorrà farlo, è giusto che ne abbia la possibilità.

Piuttosto che tenere in banca o sotto il materasso soldi che comunque erediteranno e spenderanno chissà come gli eredi, potrebbe essere pratico pagargli invece parte dei contributi.

Ogni pensionato sarà libero di erogare mensilmente qualunque cifra fissa che vuole. Potrà cambiarla o smettere di pagarla in qualunque momento.

Questo darà la possibilità al figlio o nipote di avere una sorta di pensione integrativa, o una pensiona più dignitosa, anche se non sta al momento lavorando e non sta mettendo via contributi.

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