Unione Europea

Unione Europea

UNIONE EUROPEA

Obiettivi

  • O SI FA L'EUROPA O SI MUORE - INCREMENTARE L'UNIFICAZIONE A PICCOLI PASSI

  • UNIFORMARE SEMPRE DI PIU' I CITTADINI, I SERVIZI I MODI DI VIVERE DI TUTTI GLI EUROPEI

  • CAMBIARE LE ISTITUZIONI EUROPEE DANDO PIU' POTERI AL PARLAMENTO EUROPEO, CANCELLANDO LA VOTAZIONE PER UNANIMITA' NEL CONSIGLIO, E AUMENTANDO LA RAPPRESENTATIVITA' DEI CITTADINI E IL PLURALISMO

  • GIUGERE PER FASI E IN TOT ANNI AD UNA EUROPA FEDERALE UNITA

Programma

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EUROPA 2.0

EUROPA 2.0

Noi di Riforma e Progresso siamo FIERI EUROPEISTI CONVINTI.

Siamo dell’idea che l’UNIONE FA LA FORZA. Noi Europei siamo una grande famiglia, patria e culla della civiltà occidentale. Ci siamo influenzati e vicenda fin dall’inizio dei tempi, ci siamo uniti, disuniti, alleati e fatti le guerre, sposati e divorziati. Ci siamo copiati l’un l’altro, ci siamo evoluti assieme nel bene e nel male. Ci siamo creati nel tempo una visione comune, un modo di essere comune. Siamo stati uniti sotto un unico Paese, con un unica legge, un unico modo di vivere e a volte perfino con un’unica lingua comune, molte volte nella storia (da Roma, a Carlo Magno, a Napoleone).

Certo, come accade anche in qualunque famiglia, anche tra fratelli e amici, a volte non la si pensa allo stesso modo, ognuno ha il suo carattere e temperamento, ma alla fine facciamo tutti parte della stessa famiglia e quindi vogliamo creare benessere per noi stessi come gruppo e ci stimiamo e amiamo l’un l’altro, ognuno a modo suo. Sono millenni che facciamo scambi culturali, commerciali, economici tra europei. Fin dall’alba dei tempi, quando succedeva qualcosa in una zona d’Europa, tutto il resto d’Europa lo sapeva subito e seguiva le vicenda o ne pagava le conseguenze. Siamo perfino geograficamente piccoli, poveri di risorse, rispetto ad altri grandi Paesi della Terra.

Teniamo presente poi, che ad oggi, per quanto riguarda il peso politico mondiale, grandi economie e potenze che influenzano le sorti del Mondo, sono Paesi come USA, Cina, India, Russia, che hanno territori vastissimi e popolazioni enormi. Come può un Paese europeo solo, come ad esempio la Gran Bretagna, credere che potrà garantire i propri interessi nel Mondo da sola? Da che mondo e mondo, in questo pianeta, tra noi umani, conta e decide il più forte. Tutti seguono e si adeguano al primo della classe, è un fattore animale istintivo. Per lo meno, se ci sono più pesi e contrappesi, si crea un equilibrio mondiale più consono per tutti. Ma per creare un contrappeso, serve fare massa critica.

Con la pace, ogni Nazione, durante la storia dell’umanità, ha sempre conosciuto crescita, prosperità e ricchezza. Si è capito che quasi sempre, con la diplomazia, si ottengono molti più risultati che con la guerra.

Noi Europei abbiamo passato secoli a farci guerre tra di noi, ma finalmente, da dopo la fine della seconda guerra mondiale, grazie alla nascita di quella che oggi è l’Unione Europa, non solo non abbiamo più guerre tra di noi, ma ogni Paese ha contribuito a sostenersi l’un l’altro, a crescere, ad evolvere. Ognuno fa la sua parte, ognuno mette del suo, ciò che sa fare meglio. Qualcuno è bravo in qualcosa ma è meno bravo in qualcos’altro, però poi c’è un altro Paese che eccelle dove quell’altro Paese difetta ma difetta dove l’altro eccelle. Funziona quindi come in una famiglia, come in un gruppo d’amici, come in un’azienda. Si trova l’equilibrio.

Ovvio, è naturale che ci sia a volte una sana competizione, esiste tra amici e parenti perché non dovrebbe esistere anche tra Paesi. Da che mondo e mondo sono sempre esistiti campanilismi, tifoserie di una squadra contro altre tifoserie dell’altra squadra che fanno parte della stessa città. Questo fa parte del gioco.

Ovvio, come in ogni famiglia e in ogni azienda, a volte possono venire fuori dei problemi, delle inefficienze, che, se non affrontate, possono portare a incomprensioni, financo a divorzi. Per questo motivo, come una coppia o un gruppo di amici o partners di un’azienda dovrebbero fare, si dovrebbe discutere, appianare le divergenze, farsi aiutare da qualcuno, e trovare una soluzione di comodo che rimetta a posto le cose. Ma non bisogna invece scappare e dividersi davanti al primo problema che sorge, perché è sbagliato distruggere famiglie, chiudere aziende solo per un battibecco o solo perché non si è voluto affrontare un problema. Perché poi a pagarne è l’intera comunità.

E’ storico, è matematico, è una legge stabile dell’universo: o ti evolvi o sei destinato alla scomparsa. Gli imperi non durano per sempre, non esiste un unico ordine mondiale stabile per sempre. Le cose che andavano bene ieri e che sono andate bene per anni fino a ieri, oggi non vanno più bene, e quindi vanno cambiate, perché se non le cambi, con il tempo porteranno al cambiamento in modi diversi e scombinati senza controllo, creando nuovi squilibri e nuovi equilibri, nel bene e nel male, ma a rimetterci sarebbero i cittadini.

Grazie all’Unione Europea (UE), tutti i Paesi, per primi noi italiani, si sono potuti evolvere economicamente, socialmente, progredire, chi più chi meno, in vari settori. Ogni Paese membro ha come primi Paesi verso cui esporta ed importa e verso dove i propri cittadini vanno in vacanza e/o trattengono rapporti di lavoro, studio e di business, altri Paesi Europei. E dopo, solo dopo, con Paesi extra UE.

L’Unione Europea ha passato 50 anni ad annusarsi, a fare piccoli passi avanti sempre più arditi, ma è arrivata adesso ad un punto di stallo. Serve quindi una piccola sferzata per cambiare rotta e tornare a crescere.

Non va più bene, secondo noi, lo stare assieme così, dove ogni Paese membro fa quel cavolo che vuole, che si va avanti nelle decisioni solo se c’è l’unanimità di tutti i Paesi membri, e dove chi è più ricco e popoloso conta troppo più degli altri (es. tedeschi e francesi), lasciando fuori dalle trattative Paesi che sono solo giusto un pelo più poveri o meno popolosi (es. Italia, Spagna, Olanda). Non è giusto che ci siano Paesi che non seguono le regole comuni (come ad esempio l’Ungheria), dove però l’Unione Europea non riesce a fare nulla per rimettere in riga il Paese furbetto fino a minacciarne l’esclusione dal club (minaccia che potrebbe aiutare visto che è uno dei Paesi che sta costruendo la propria fortuna economica soltanto grazie all’Unione Europea).

E’ inutile avere un Parlamento europeo che però ha meno poteri di una riunione di condominio. E’ inutile avere un Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri che però conta meno di nulla e dove ogni Paese europeo fa il bello o il cattivo tempo all’estero autonomamente come più gli aggrada.

Tra l’altro tutti i Paesi europei si son spesso trovati d’accordo nel parlare ed agire con una voce unica riguardante vicende politiche internazionali, quindi questo implica che la pensiamo uguale molto spesso, perfino tra Paesi che hanno chi un Governo più di destra chi uno più di sinistra.

E’ giusto che ci sia e si crei anche una burocrazia comune, ma solo fino ad un certo punto. Serve osare di più, prendere scelte comuni che implichino il cambiamento di abitudini quotidiane di tutti i cittadini europei.

Serve uniformare più cose possibili, in modo che la transizione diventi più veloce e più interconnessa.

Se noi di Riforma e Progresso saremo eletti, sia al Governo dell’Italia in primis, sia poi al Parlamento Europeo, faremo di tutto per far progredire l’Unione Europea per fasi:

FASE 1

Far adottare a tutti i Paesi membri, organizzazioni, discipline e modi di fare comuni. Ad esempio, avere un sistema scolastico comune, uno stesso sistema di voti e punteggi per gli studenti, un unico sistema e portale per avere benefici e welfare uguali per tutti. Avere servizi ai cittadini uguali per tutti, erogati in ogni Paese da ogni Paese, ma seguendo un unico colore, brand, sistema organizzativo, disciplinare e di processi. Avere qualche canale pubblico identico e comune (una sorta di RAI europea) dove i programmi TV messi in onda siano identici, dove l’unica cosa che cambia è la lingua in cui vengono trasmessi. Uniformare il sistema di “come aprire un’azienda”, come “parlare col fisco”, come avere giustizia, ecc.

Ovvio ci vorrà tempo, ma chi ben comincia è già a metà dell’opera, e se mai si comincia, mai si farà nulla.

Dobbiamo smetterla di uniformare l’Europa solo dal punto di vista burocratico (esempio: leggi che regolano come deve essere fatta la pesca ecc.), ovvio, servono, però non si può fermare lì il processo di uniformazione.

Quale sistema applicare come comune? Si prenderà quello ritenuto migliore, il più comodo, efficacie, family friendly, più pratico. Esistono già classifiche su un sacco di cose, esistono già esperti e studiosi che sanno qual è il sistema ritenuto migliore rispetto ad altri. Poi, lo si valuta, lo si modifica perché migliore non significa perfetto, magari si aggiunge qualcosa che invece è meglio in un sistema di un altro Paese. Poi ogni Paese membro lo valuta, si trova il compromesso si trova la quadra, lo si vota e poi lo si applica subito. Per fare questo avremo bisogno di un gruppo di persone che si faccia carico di fare da “staffetta” girando per tutte le cancellerie europee, raccogliere dati, passarli agli altri. Tale lavoro potrebbe essere fatto dalla Commissione, ma noi preferiremmo dare un supporto e creare un gruppo apposito fatto da esperti di tutti i Paesi, una sorta di “comitati scientifici multidisciplinari”, con un componente per ogni Paese.

FASE 2

Dopo vari anni di fase 1 (almeno 5), dove si è uniformato il sistema legale, giudiziario, scolastico, lavorativo, ecc. creare un unico esercito comune europeo (ogni Paese in pratica si tiene e gestisce i suoi attuali eserciti come sempre, solo che agiranno sotto l’unica bandiera europea e saranno pagati da un fondo unico comune), e sarà gestito da un unico “Ministero/Commissario” della Difesa assieme a un Consiglio composto da vari generali ognuno facente parte ad ogni Paese membro, con rappresentanti a rotazione.

Creare un Commissario degli Affari Esteri che sarà rappresentante unico degli affari esteri. Avrà sotto di lui/lei, un consiglio composto da tutti i ministri degli esteri dei vari Paese membri, che voteranno a maggioranza e la cui decisione dovrà essere seguita dal Commissario. La politica estera sarà comune.

L’Unione Europea per far fronte a queste spese e a quelle già esistenti, dovrà dotarsi di un unico fondo, un bilancio proprio, applicando una tassa di percentuale identica in ogni Paese (es. sull’IVA o sull’IRPEF) dove poi ogni Paese la gira all’Europa come fa adesso (magari cancellando il fatto di girare fondi all’Unione come adesso, ma girando l’esatto ammontare da quanto deriva dalle tasse). In tal modo ogni Paese, non dovendo più pagare la propria quota fissa come adesso, potrà trattenersela per abbassare a sua volta l’aliquota nel proprio Paese. In tal modo alla fine fine, i cittadini di tal Paese non si troveranno a pagare tasse in più (togli da una parte e metti da un’altra), diventa una sorta di quasi giroconto. Però contribuisci a creare un sistema più stabile ed equo.

FASE 3

Se tutto va bene, dopo qualche anno, il nostro sogno sarebbe quello di fondare gli STATI UNITI D’EUROPA (o lasciando anche il nome UNIONE EUROPEA), uno Stato unico, una repubblica democratica FEDERALE (o al massimo Confederale tipo svizzera). Con un unico Presidente, un unico Governo, un unico Parlamento. Dove ogni Paese membro diviene uno Stato Federale come accade adesso nelle varie regioni tedesche, o americane o russe, o i cantoni svizzeri, che mantengono molta autonomia sul come decidere di vivere la quotidianità, dove ci saranno sempre regioni più ricche e regioni più povere, dove si possono differenziare leggi civili e penali in maniera diversa, dove si può decidere delle cose come si vuole, ma dove però le cose importanti, lo Stato, la politica è uniforme, unica, unita. Questo implicherebbe avere anche una completa unione monetaria (ma già ci siamo vicini).

Come accade ovunque, dagli USA, alla Germania, all’Italia già adesso, ci saranno regioni dove si guadagna un pò meno e si è più poveri rispetto ad altri dove si guadagna di più e la vita è più cara (esempio italiano: Calabria nei confronti di Milano), eppure siamo un unico stato, con un unica moneta, e siamo uno Stato centralizzato dove le Regioni non hanno la maggiore autonomia che hanno invece gli stati federati tedeschi, o i cantoni svizzeri.

Le attuali Regioni italiane (così le regioni spagnole, o gli stati tedeschi ad esempio), continueranno ad esistere, diverrebbero una sorta di province europee, mantenendo tutte gli stessi poteri, con una varia autonomia (ad esempio su come gestire la vita civile, feste di paese, infrastrutture territoriali, sanità, ecc.).

Se un Paese tanto variopinto con lingue e culture come l’India riesce ad essere un unica Nazione, ce la possiamo fare benissimo anche noi europei.

La fusione avverrà tramite referendum europeo, dopo 1 anno di formazione comune a tutti i cittadini europei, pubblicizzando in tutti i modi nella stessa maniera. Facendo capire che alla fine cambierà ben poco rispetto all’attuale stile di vita, anzi, migliorerà. Se non passa il referendum, lo si ripropone dopo un altro anno e così via.

O SI RIFA’ L’EUROPA O SI MUORE

 O SI RIFA’ L’EUROPA O SI MUORE

MA PRIMA VANNO FATTI GLI EUROPEI

Come spiegato nel capitolo precedente noi vogliamo sviluppare una nuova Unione Europea ma per gradi, in modo da abbattere con il tempo i campanilismi, i sovranismi, le due Europe a due velocità.

SERVE CREARE UN’EUROPA CHE ASCOLTA I CITTADINI: Come abbiamo spiegato, dobbiamo proseguire per gradi. Dobbiamo trovare l’accordo tra Paesi membri in modo da:

CREARE UN BILANCIO EUROPEO INDIPENDENTE

L’UE deve dotarsi di un suo budget, derivato da una fiscalità diretta da utilizzare per:

  • WELFARE EUROPEO
  • SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E A CHI FA FIGLI
  • CONTRASTO ALLA DISOCCUPAZIONE
  • LOTTA COMUNE ALL IMMIGRAZIONE
  • SOSTEGNO ALLA CRESCITA (per imprese, aziende, commercio)
  • CREARE DEI CANALI PUBBLICI COMUNI
  • CREARE DELLE MATERIE DI STUDIO SCOLASTICO, LABORATORI PER LE SCUOLE
  • CREARE INFRASTRUTTURE INTERCONNESSE CHE COLLEGHINO L’EUROPA
  • ISTITUIRE UN ESERCITO EUROPEO
  • INVESTIRE NEL TRASPORTO PUBBLICO
  • COSTRUIRE COMUNI CENTRALI ELETTRICHE AD ENERGIA RINNOVABILE

PORRE LE BASI PER UNA FUSIONE AMMINISTRATIVA EUROPEA

  • Creare liste elettorali transnazionali (partiti paneuropei), che possono anche, volendo, essere un’unione di partiti dello stesso “colore” politico, come accade adesso nel Parlamento Europeo, ma che durante le elezioni europee si fondono con un nome unico, simbolo unico, programma unico, che poi la gente vota (e non fargli decidere ai partiti una volta eletti, con chi coalizzarsi come accade adesso, senza programmi comuni)
  • Creare collegi elettorali europei, diversi dagli attuali nazionali
  • Dare capacità legislativa propositiva al Parlamento Europeo al pari dei parlamenti nazionali
  • Istituire i “Ministri Europei”

Istituire l’elezione diretta del Presidente della Commissione europea

UN PARLAMENTO E UN SENATO EUROPEI

 UN PARLAMENTO E UN SENATO EUROPEI

Per una completa rappresentatività dei cittadini e del pluralismo

Durante la costruzione della costituzione europea, vogliamo che vengano creati 2 assemblee rappresentative:

UN PARLAENTO EUROPEO (quello attuale) fatto da partiti di maggioranza e opposizione, con pieni poteri legislativi e di proposta di legge.

UN SENATO EUROPEO che sia invece un’assemblea di persone, che in rappresentanza di Stati, Regioni ed aree europee, sia promotore degli interessi locali di aree geografiche specifiche. Dovrà avere una competenza particolare, di politiche territoriali, di coesione, e un potere legislativo utile a supportare le istanze di Stati e Regioni.

COMMISSIONE EUROPEA – Come adesso ma con reali poteri esecutivi, come un vero qualunque Governo. I commissari diverrebbero Ministri, rispondono a Parlamento e Senato. Avrebbero rappresentanti di ogni Paese membro, a rotazione, per competenza. Le loro decisioni saranno vincolanti come quelle del Parlamento.

NEL MENTRE: Nel mentre che per gradi, si passa ad un’Europa istituzionale sempre più uniforme e coesa, cercheremo di trovare il sostegno Europeo più grande possibile, in modo da modificare il regolamento attuale del CONSIGLIO EUROPEO, in modo da togliere la votazione per UNANIMITA’ e far votare invece per MAGGIORNAZA, almeno, all’inizio, per quanto riguarda decisioni su POLITICA ESTERA, AIUTI ECONOMICI, SANZIONI A PAESI MEMBRI.

Noi di Riforma e Progresso creeremo uno specifico Ministro PER l’INTEGRAZIONE EUROPEA, il cui compito sarà quello di continuare a viaggiare e visitare i vari governi europei e comunicare con loro e i loro omonimi per convincere gli altri Paesi a fare queste cose assieme, e creare cose comuni, raccogliere idee e criticità, proposte ecc.

In questa maniera si verrà preparati con programmi strutturati, durante le sedute del Consiglio Europeo.

Solo in questa maniera, passo passo, senza creare immediati catastrofici cambiamenti imposti, si riuscirà a cambiare l’Europa, ad avvicinarla ai cittadini, e ad avvicinare la voce dei cittadini all’Europa.

Passo passo bisogna “europeizzare” e accomunare figure, istituzioni, organismi, organizzazioni, modi di vivere pubblico e amministrativo. Dalla creazione di un sistema educativo comune a garanti dei diritti comuni, a fondi per investimento imprenditoriale, ecc.

Non ultimo, noi spingeremo per creare una CARTA DI IDENTITA’ EUROPEA comune ed identica per tutti i cittadini europei. Sarà in formato tessera di plastica, con foto dati, indirizzo, ecc. esattamente come adesso (cosa comune in tutti i documenti di identità europei già adesso). L’unica differenza sarà che avrà la bandiera europea e a fianco una più piccola della Nazione a cui il cittadino fa parte. Avrà le diciture in più lingue, sarà magnetica da usare come carta dei servizi. Già adesso sono identiche per tutti i cittadini europei le tessere sanitarie e le patenti di guida (stessi colori ecc.) quindi l’ultimo passo è fare anche le Carte di Identità identiche. Questo crea un’ulteriore uniformità tra cittadini, toglie ulteriori barriere tra le persone e tale documento sarà riconosciuto valido identicamente in ogni Paese Europeo come “vero e proprio documento europeo”.

IMPLEMENTAZIONE DELL’ERASMUS

Vogliamo far stanziare almeno il quadruplo dei fondi attuali per i vari Progetti di Interscambio scolastico accademico e culturale (Erasmus). Vogliamo introdurre l’Erasmus anche alle Superiori e creare anche un’Erasmus degli insegnanti, in modo che si influenzino a vicenda, imparino tecniche di insegnamento tra di loro, che ci sia uno scambio di vedute e di modi di insegnare.

Queste cose vanno fatte da subito per non continuare a far perdere sostegno all’Europa da parte della popolazione, ne va del futuro di tutti.

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